(Foto mia, copyright Francesco Canu, licenza GFDL 3.0, l'originale si trova a questo indirizzo)
Chiudo benissimo la 18° settimana, in barba ai dolori muscolari, che come prevedevo sono spariti dopo qualche minuto di rodaggio (è sempre così con i dolori non traumatici), inizio la preparazione alla gara di Villanova Monteleone. Non c'è da scherzare, da quanto racconta chi ci è già passato, e che sa quello che dice, essendo un atleta che ha avuto anche il coraggio di fare la Pistoia Abetone, una massacrante ultramaratona da 50 km. Ho cercato di forzare la corsa, ed è andata piuttosto bene, anche nelle salite più dure. Sarà importante da qui al 22 valutare quale sarà il ritmo giusto da tenere, che dovrà essere costante e non troppo spinto, niente colpi di testa come nelle 2 gare già disputate, fare 19 km con il fiatone dopo pochi passi sarebbe un massacro fisico e psicologico. Dovrò dunque resistere alla tentazione di inseguire i battistrada, come quando una decina di anni fa arrivai 4° nella Sorso-Platamona, onde evitare di fare la fine della Sassari-Osilo che avevo disputato dopo alcuni anni di ritiro dall'attività agonistica e tante sigarette incatramate nei polmoni, con il risultato di arrivare al traguardo con lo sguardo perso nel vuoto a trangugiare un litro e mezzo di cioccolata calda messa a disposizione dall'organizzazione. Faticoso oggi? Naturalmente. Correre senza fatica non è correre, non ci si sta allenando e non serve a nulla. Ma chiudo benissimo. Unico problema, per ben due volte ho trovato la strada sbarrata da un gregge di pecore, che come loro solito anzichè passare incuranti di me si bloccano aspettando le mie mosse e occupando tutta la carreggiata. Non temo per me, ma che nella confusione gli animali si facciano del male, anche perchè in mezzo ne vedo una che è già malandata e che si muove con molta fatica su una zampa che sembra rotta. Aspetto pazientemente per circa un minuto che il pastore le faccia passare, poi cerco di recuperare il tempo perduto, riuscendovi nonostante il ritmo spezzato.
