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martedì 6 aprile 2010

PROLOGO: DIARIO DI UN ASPIRANTE MARATONETA

Di certo la mia intenzione non è quella di vincere le Olimpiadi, sogno di gioventù per molti atleti, e per quasi tutti mai realizzato. Quale è allora la mia intenzione, la mia ambizione, i miei obiettivi? Sono molto modesti eppure grandiosi, e con grandiosi intendo unicamente sul piano personale: essere un uomo in grado di correre per 42 km e 196 metri senza interruzione, e, possibilmente, ancora in possesso di tutti gli arti e dei polmoni, nonchè della salute, sia fisica che mentale. Impresa non da poco, perchè correre una maratona non è una passeggiata, si perdono enormi quantità di liquidi, con rischio disidratazione e scompensi fisici durante la corsa, per non parlare di collasso probabile se non ci si rende conto che è meglio fermarsi e andare a casa. Poichè la gara dura per ore, alla partenza si dovrebbe essere si curi di non avere alcun malessere, neanche il più piccolo dolore, perchè è umanamente impossibile, soprattutto se si è atleti dilettanti e amatoriali, cercare di resistere per ore sotto sforzo con un dolore che continua ad ogni passo ad assillarci pulsante, fino a farci snervare e, infine, ritirare.