lunedì 11 aprile 2011

MARATONINA DI PLOAGHE - 21,097 KM - 1h28'03"

Male, molto male. Toppato alla grande, urge una correzione urgente, e urge sorpattutto rivedere tempi e modi di allenamento. Una disfatta di Caporetto senza appello nel mio esordio nella mezza maratona, causa una concomitanza di fattori che si sono abbattuti su di me in questa gara che alla fine si è trasformata in una semi-pagliacciata, anche se questo non ha influito in maniera particolare sul fallimento dei miei obiettivi di questa mezza. La maggior parte delle colpe infatti le attribuisco esclusivamente a me, anche se non sono mancati fattori esterni che mi hanno fatto girare i gioielli di famiglia. Bocciatura senza appello non solo alla mia prestazione, ma ai giudici della Fidal Sardegna, che in questa occasione si sono dimostrati disorganizzati, noncuranti della mole di lavoro che una mezza maratona comporta e soprattutto inspiegabilmente incompetenti. E bocciatura anche per chi ha organizzato questa gara, che spero si ravvedano in caso dovessero cimentarsi nuovamente in imprese simili. Ma andiamo con ordine.
La giornata si presenta praticamente estiva: esco di casa per andare a Ploaghe che il termometro segna 28°. Praticamente, Luglio inoltrato. La partenza prevista alle 16:00, scelta in una previsione di normale primavera, si rivelerà molto penalizzante, anche per motivi che spiegherò più avanti. Ma non c'è problema. Mi sento un pò stanco e dolorante dai carichi settimanali, ma confido che il mio corpo sappia reagire proprio in virtù degli allenamenti fatti, sarà purtroppo una scommessa persa. Parto dunque di buona lena, cercando un ritmo congeniale agli obiettivi che voglio raggiungere. Nonostante il primo tratto sia in salita (e neanche leggera, al contrario di quanto dicesse il programma), passo il 1° km in 3'48", bene mi dico, devo rallentare un pochino ma tutto sommato mi sento niente male. Qui inizia un piccolo problema. La salita non finisce più. Dalla partenza dello stadio fino a quasi il terzo km siamo sempre in pendìo, qualcuno comincia giustamente ad ansimare, avendo confidato come me nel piccolo tratto in salita pubblicizzato dagli organizzatori, quando poi si scollina si capisce un'altra verità abbastanza inattesa, il circuito cittadino da ripetere 5 volte non è "all'incirca in piano" come detto nella locandina, bensì un percorso metà in salita abbastanza dura e metà in discesa con la stessa pendenza. E qui son dolori. Ma non mi perdo d'animo, finché non arriviamo al "rifornimento". Bicchieri di carta semipieni d'acqua, il cui contenuto inevitabilmente si perde gran parte sull'asfalto all'atto di prenderlo in mano. La sete e l'arsura ci accompagneranno dunque per tutti i 21 km, e con l'inattesa estate non è un bel vedere. Qualcuno si ritira già al 10° km, tra questi anche un atleta di Ploaghe promettente della categoria Juniores che era partito ottimisticamente insieme al gruppo di testa. La mancanza d'acqua comincia a farmi desiderare di andarmene a casa, la gola perennemente secca e i tavoli con i bicchieri di carta sempre più lontani, dai quali comunque riusciamo a ricavare ben poco, ma cerco di resistere stoicamente. Passo ai 10 km in 38'50", mi sento ancora bene e la proiezione è abbastanza ottimistica, nonostante la sete, più avanti prevederò di poter finire abbastanza agevolmente tra gli 82' e gli 84', che non sarebbe male considerate le condizioni. Finché tengo un passo che mi proietta sotto i 4' al km, mi dico, sto andando bene. 
 Un atleta che avevo battuto ad Ozieri mi affianca e mi sorpassa con passo spedito, stupito mi accodo e aumento un pochino l'andatura. Più avanti scopro l'altarino: prendendo scorciatoie, ogni km e mezzo un suo amico lo inseguiva e lo incitava dandogli ogni volta una bottiglietta d'acqua. Non fossi così stanco mi avvicinerei al tipo per prenderlo a calci nel culo, ma lascio perdere anche il passo di quell'atleta, rischierei la disidratazione. I problemi iniziano dopo. Giunto al punto in cui i giudici di gara comunicano agli atleti quanti giri del percorso mancano, questi mi dicono "ultimo giro". Guardo l'orologio e capisco che c'è qualcosa che non va. Dovrebbe mancarne almeno un altro, questo dubbio mi distoglierà dalla concentrazione per tutta la durata del giro, pensando a due possibilità: o i giudici hanno sbagliato oppure prima di tornare alla pista di partenza bisogna fare un giro diverso. Non capisco, e inizio a rallentare cercando di carpire qualche indizio, ma i miei compagni di viaggio sono spariti, davanti a me ci sono solo doppiaggi e dietro di me quelli che ho doppiato. La mazzata arriva nel punto in cui il giro precedente erano appostati i giudici: non c'era più nessuno. E qui inizia il panico. I riferimenti spariscono insieme ai giudici, non si vede più nessuno a indicare la via, niente di niente, qualche macchina sfuggita ai controlli rischia di metterci sotto, cerco qualche spiegazione da chi presidia le vie, per risposta mi trovo solo spallucce, mi fermo, provo a chiedere, nulla, mi giro e sbatto su una macchina parcheggiata, lì crollo totalmente. Riparto che ormai non tengo più neanche il ritmo di quelli che stavo doppiando, crollando in quello che mi sembra un 5'/km. Con lenta agonia mi trascino per il misero bicchiere di carta con poca acqua generosamente offerto dagli organizzatori, e ritorno al punto in cui dovevano, qualche secolo addietro, esserci i giudici per indicare agli atleti dove dirigersi: solo fantasmi. Non capisco più nulla, provo a seguire le frecce quando vedo qualcuno doppiato cambiare strada e andare verso il campo, ed ecco svelata la pagliacciata. In assenza di giudici, qualcuno pensava bene autonomamente di decidere quando la gara fosse finita e tornare al campo, dove nel frattempo i giudici stavano prendendo i primi arrivi. Con il morale sotto le scarpe e in un'agonia ancora peggiore di prima capisco allora che devo scendere pure io, che i giri li ho fatti tutti, e mi ritrovo a sorpassare un sessantenne che probabilmente poi sarà molto stupito di vedere il proprio tempo. Ma nonostante la strada verso il campo si in discesa, sono completamente inchiodato in un ritmo che con tutta probabilità si aggira intorno ai 5'30" e i 6' al km, se non peggio. Mi sorpassa Davide, che andrà a fare un ottimo tempo di 1h25', e mi sorpassa anche un altro amico di Nulvi, entrambi saranno tra i primi 15, mentre io faccio l'ultimo km in 7' circa, maledicendo i giudici ad ogni passo.

Ora, non mi resta che completare la preparazione, con le dovute cautele, alla mezza maratona dell'Asinara del 1° maggio, decisamente migliore sia sotto il profilo del percorso sia sotto il profilo dell'organizzazione. Per il momento lascerò da parte l'obiettivo di scendere sotto l'ora e venti, mi sono reso conto che per il momento non ne sono in grado, farò la mezza dell'Asinara cercando di capire due cose: come gestire meglio la corsa lunga e se è il caso di aumentare i carichi o prevedere un recupero migliore tra gli allenamenti. Decisamente negli ultimi giorni prima della gara non ho avuto proprio sensazioni positive, e questo devo segnarlo come qualcosa che non va.

Per ora non mi resta che leccarmi le ferite e smaltire la delusione.

17 commenti:

  1. "La maggior parte delle colpe infatti le attribuisco esclusivamente a me"...???E IN TUTTA QUESTA DISORGANIZZAZIONE dovè che avresti sbagliato tu?anche l'andarsene a casa non sarebbe stata una "caporetto"!o no?

    RispondiElimina
  2. Pazzesco non ho mai letto di una gara così disorganizzata. Una mezza maraton da correre su più giri porta a errori inevitabili e non dichiarare la pendenza del percorso è da inetti.
    Per aver corso in quelle condizioni hai fatto un tempone credimi.

    RispondiElimina
  3. Non ti resta che archiviare anche questa esperienza.
    Lascia perdere il crono di questa gara, resetta tutto e fai un bel test nella mezza dell'Asinara.

    RispondiElimina
  4. bravi solo a chieder soldi, i signori della fidal.... fossi in te archivierei tutto con un sorriso, è cmq un signor tempo!

    RispondiElimina
  5. Quando si va in disidratazione i tempi non esistono + ... tutto da rifare per l'organizzazione, mentre per te penso sia solo un piccolo incidente di percorso.

    RispondiElimina
  6. Concordo su quello che hai scritto, io all'ultimo giro ho commesso(e non per colpa mia)lo sbaglio dell'incrocio come a Ozieri(ricordi?), mi si sono girati non poco i "cabasisi" è ho infierito con lo scemo di turno che mi diceva dove stavo andando..La mia reazione è stata talmente violenta(col timbro della voce) che è calato un silenzio di oltratomba! Risultato, ho perso una posizione, recuperata da Davide Rbk (bravo e grande nel finale) e non sono più riuscito a ri-sorpassare il tipo che aveva gli abbeveraggi in omaggio dall'amico!!! Ciao Grazino fois....:-))

    RispondiElimina
  7. Come ti dicevo ti rifarai assolutamente, non era il Francesco che conosciamo e all'Asinara sono sicuro che uscirà fuori!! ...per fortuna che non ci siamo lasciati ingannare e siamo scesi direttamente giù in pista in tempo record sennò pure la squalifica ci si prendeva... pensa che mi diceva un amico che l'hanno nominata la mezza dei miracoli.. o.O ecco questo termine la dice lunga su ciò che è successo... e sinceramente qualcosa è passato troppo in cavalleria... addiritura hanno sentito sete anche molti dei 7km... non dico altro...

    RispondiElimina
  8. NEssun atleta ha delle colpe e tu ancora meno perche' eri all'esordio. Io mi sono reso conto che i giri erano 5 quando stavo terminando il quarto. Allora ho mandato al diavolo la gara e sono andato via direttamente alla mia macchina a cambiarmi. Non dimentichiamo che Lai dal palco ha detto ben chiaro 4 giri.
    Gli organizzatori dovevano prevedere almeno lo spugnaggio o mettre bottigliette come a Nurachi. Mi auguro che facciano esperienza, per te è stata la prima, fanne tesoro e dimenticala al piu' presto!! :-) Massimo Zara

    RispondiElimina
  9. @ Teo, sicuramente il mio errore è stato comunque quello di partire troppo forte, anche se altri fattori hanno influito

    @ Luca, ne farò tesoro comunque, è stata un'esperienza molto istruttiva, soprattutto sull'effettiva capacità organizzativa della fidal in Sardegna

    @ Carmine, non lo auguro a nessuno ;)

    @ Giuseppe, è quello che voglio fare e lo farò, dopo due giorni di riposo assoluto ricomincio gli allenamenti con più grinta di prima ;)

    @ Theyogi, purtroppo devo constatare che alcune cose che mi dicevano della fidal Sardegna sono effettivamente vere, ma non mi perdo d'animo, d'altronde l'atletica siamo noi atleti, non la federazione

    @ Giancarlo, lo considererò tale, una sorta di caduta dalla quale rialzarmi al più presto, questo non inificia i progressi che ho fatto finora, assolutamente

    @ Graziano, meno male che almeno tu e Davide siete riusciti a rimanere lucidi, io vagavo ormai senza meta. Comunque trovo molto scorretto il comportamento di quell'atleta che si riforniva spesso e volentieri di acqua grazie all'aiuto di un amico che lo inseguiva per le strade, l'ho trovato davvero fastidioso.

    @ Davide, purtroppo molta gente ha preso lo spirito di quello che era diventato il campo di gara, ovvero una pagliacciata, e ha preferito "barare", avendo la faccia tosta di andare pure a ritirare il premio. Comunque ti assicuro che questa esperienza mi renderà più forte anziché abbattermi ;)

    @ Massimo, i toni trionfalistici di Lai sulla riuscita della manifestazione suonavano alle mie orecchie come il fischio di un aereo, l'abbandono del campo di gara da parte dei giudici è stata una cosa assolutamente inqualificabile. Ne farò comunque tesoro, e crescerò anche prendendo insegnamento da questo ;)

    RispondiElimina
  10. Le gare pessime (come organizzazione), smaltita la rabbia, diventano gli aneddoti più divertenti, qui in zona è passata alla storia una 11 K trasformatasi in una 17K a causa di un errore di segnalazione...immagina tutti in volata nell'ultimo chilometro...che non finiva mai, una strage!
    Buone corse

    RispondiElimina
  11. @ Filippo, in effetti capisco benissimo, visto che anche a me è più o meno successo lo stesso, ingannato dai giudici ormai ero con la testa al trauardo. Pensandoci a posteriori si può anche ridere, ma in quel momento avrei strozzato tutti ;)

    RispondiElimina
  12. Davvero incredibile, ma hai scritto agli organizzatori + fidal nazionale?
    Non la vedrei come una caporetto, condizioni climatiche fuori norma e un percorso molto più impegnativo del previsto metterebbero in crisi chiunque. La carenza dei ristori e la non-concentrazione agonistica dovuta al pensare ad altro (giri, gente coi rifornimenti personalizzati,...) ha fatto il resto. Prendilo come un buon allenamento, però io alzerei la voce con gli organizzatori.

    RispondiElimina
  13. Scusa caro franchino ma perchè dovrebbe contattarela fidal nazionale?nn era mica un campionato del mondo?
    Si corre con qualsiasi condizione climatica io sono un atleta e ho fatto mille gare sia al caldo che con la neve eppure erano gare nazionali:-)poi difendo gli organizzatori poichè credo sia stata una mancanza dei giudici e diciamo anche un pò di inesperienza essenso la prima mezza ad essere stata organizzata voglio dire ancora che in ogni caso si ha sempre da ridere su tutto,a presto ciao ciao bloggers criticoni

    RispondiElimina
  14. Impara a firmarti e a leggerti l'RTI, poi commenta con cognizione di causa.

    RispondiElimina
  15. Anonimo, i rifornimenti in mezza maratona (gara piuttosto pesante, sono fondamentali per salvaguardare anche la salute degli atleti, a maggior ragione quando la temperatura è molto elevata. Non esistevano spugnaggi, come previsto dai regolamenti tecnici per l'autorizzazione a queste manifestazioni, e i rifornimenti idrici erano davvero risicati. I giudici certo hanno avuto la loro pesante responsabilità nella mancata riuscita della manifestazione, abbandonando a se stessi gli atleti nel campo di gara liberi di tagliare il percorso a proprio piacimento. Qualcuno giustamente si è lamentato, per miglioramenti magici di persone che arrivavano anche a 20'/30' (mica pizza e fichi), ma alle rimostranze i giudici hanno fatto spallucce. Un'indicazione su quanto accaduto dovrebbe anche dartela i tempi scarsi registrati dai primi classificati, oltre al ritiro di atleti validissimi, uno addirittura un giovane del posto con personale sotto l'ora e quindici. In ogni caso Franchino parla con cognizione di causa, essendo uno specialista di mezzofondo e mezze maratone nonché maratone fatte in giro per l'Italia, sicuramente il suo giudizio ha una visione di insieme molto migliore, avendo termini di paragone diversi dal territorio sardo. Ma anche rimanendo in Sardegna, qualcuno dovrebbe imparare dall'organizzazione della mezza dell'Asinara.

    RispondiElimina
  16. lupo solitario9 agosto 2011 17:34

    Una mezza msratona come una qualsiasi gara podistica va saputa preparare e organizzare sia di indicatori del circuito che di rifornimenti!!!E' ora di smetterla di difendere sempre la fidal e aggiungo che bisognerebbe condannarli se non rispettano le loro stesse regole. I sacrifici di noi atleti dove li mettiamo?Sono perfettamente d'accordo con Grezzo su tutto cio' che ha scritto!!!!!! Ciao a tutti.......

    RispondiElimina